Cara Rete,
non vedo più tanto il senso nel proseguire nella logica "manifestazione - contromanifestazione", nel cercare di dare segnali con una manifestazione.
L'irruzione in Consiglio comunale di una folla rabbiosa è certamente un segnale preoccupante, ma mi rifiuto di credere che gli abitanti di viale Trento siano diventati tutti razzisti, intolleranti, persone alle quali bisogna insegnare le buone maniere.
Io non ci vivo, in viale Trento, e quindi non posso sapere quali sono i veri motivi di disagio (chiamiamolo così) che spingono gli abitanti di quella zona a ribellarsi.
Quindi prima di manifestare contro il razzismo, io vorrei capire innanzi tutto se di vero razzismo stiamo parlando. Se è intolleranza o se alcuni problemi effettivamente ci sono. E se sì, quali. E cosa si potrebbe magari fare concretamente per risolverli.
Faccio un esempio.
A Bolzano abbiamo un potenziale di mediatori dei conflitti, formati in 5 appositi corsi (adesso diventati master universitari). Questo potenziale non viene (quasi) mai sfruttato per esempio per progetti di mediazione di condominio, o mediazione di quartiere. Perché il Comune non si avvale di queste risorse? Sarebbe estremamente utile ed efficiente cercare di capire cosa causa i conflitti. Se poi venisse fuori che non di conflitti si tratta ma di aperto razzismo, allora sarei in prima fila a manifestare.
Spero di aver dato un input alla discussione.
A presto
Rainer
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