mercoledì 21 ottobre 2009

una riflessione

Senza sottovalutare gli squadrismi come quello dell’ irruzione in municipio, bisogna avere chiara la posta in gioco: la politica della Lega Nord e degli altri pezzi di estrema destra contro gli immigrati è un attentato al futuro nostro e dei nostri figli. Il vero pericolo non sono gli immigrati o gli islamici; il vero pericolo per la nostra società sono coloro che seminano il germe dell’odio nella gente, amplificano le paure nei cittadini , suscitano indirettamente rancori e senso di esclusione fra gli immigrati. L’ immigrazione, l’incontro fra persone, culture, religioni non è mai un pranzo di gala; bisogna affrontare questo tema epocale con ragionevolezza e consapevolezza delle grandi opportunità e delle indubbie difficoltà. Se si farà così potremo avere una società aperta, dove le differenze saranno poco percepite e comunque saranno vissute come complementari e arricchenti. Se vincerà la Lega e quello che rappresenta avremo una società divisa , rancorosa, piena di conflitti etnici, religiosi e opposti fondamentalismi. Negare per esempio a qualcuno il diritto di professare il proprio culto significa produrre nella “migliore “ delle ipotesi senso di esclusione, nella peggiore rabbia , rancore, voglia di rivalsa. E’ questo che si vuole? Forse sì, ma per chi ama la vita e vuole un futuro per la nostra società questo è inaccettabile.
Ma non basta dire questo. E’ necessario gridarlo, ma non basta. Molta della forza della Lega, della sua indubbia capacità di entrare nelle debolezze sociali che esistono, deriva anche dalla debolezza e dalla pavidità degli altri, la nostra. Prevale in molte forze politiche, sociali, intellettuali un atteggiamento di galleggiamento passivo sul tema dell’ immigrazione, la mancanza di coraggio nel dichiarare delle idee civili e nel fare delle scelte chiare. Ci si “arrangia”, per paura o per opportunismo. Così tutti i “democratici”, dalla Provincia al Comune, si affrettano a dichiarare che i luoghi di culto certo sono impossibili da negare, che tutti hanno diritto sacrosanto a pregare ma che per favore lo facciano senza farsi vedere, in qualche magazzino, in qualche deposito , senza cupole e minareti. Luogo di culto sì, moschea no. Che senso ha questo? Perchè non diciamo serenamente che per la seconda religione italiana serve un luogo di culto adeguato che si chiama moschea ( così terribile parola?) e che essa non si può trovare ovviamente nè all’ interno di un condominio, nè in un sottoscala? Io da laico sogno una città dove ci possano essere le chiese , le sinagoghe e le moschee più belle, non le catacombe.
Allo stesso modo nessun “democratico” nega che gli immigrati che vengono qui a lavorare abbiano anche il diritto ad avere un alloggio. Ma contestualmente si è succubi della destra populista e si approvano leggi provinciali dove si discriminano gli immigrati nell’ accesso all’ alloggio. Si accetta cioè la vulgata che “gli immigrati” ci rubano le case. Pura sudditanza culturale, ancora voti alla destra, quella originale.
O ancora, nessuno negherebbe ad un ragazzo immigrato nato qui il diritto di studio, anzi . Eppure vige ancora una legislazione provinciale che nega le borse di studio universitarie per i ragazzi immigrati, cioè proprio quegli “immigrati” sui quali dovremmo più “investire” per l’ inclusione sociale.
Gli esempi potrebbero continuare e il quadro si delinea: c’è una destra che investe nel breve periodo sul cinismo elettoralistico e che va comunque contrastata ; e c’è il “resto del mondo” politico , in particolare il campo del centrosinistra , che gioca sulla difensiva, senza iniziativa, fra silenzi, buone intenzioni, paure dell’ elettorato che “ non capirebbe”, incapacità di leggere il fenomeno migratorio, “mezze aperture” che lasciano tutti insoddisfatti... un disastro giocato sempre sulla difensiva e sempre “fuoricasa” , sul campo dell’ avversario.
O si ha il coraggio di ribaltare questo schema politico ma prima di tutto mentale e di assumersi la responsabilità di pensare, spiegare a viso aperto e fare una politica complessiva del fenomeno migratorio in tutti i suoi molteplici aspetti, una politica positiva e inclusiva , o in caso contrario continueremo a subire l’ egemonia culturale della Lega e lasceremo i cittadini in balia del primo populista che passa. Si può vincere o perdere, non stare inerti.

Luigi Gallo

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